Ellis Island, porta dell’America

“Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa… e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire… Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi… Eppure c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo… la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte… magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni… alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare… e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l’America.”

Novecento, Alessando Baricco

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Ellis Island è stata per 64 anni la porta di accesso agli Stati Uniti.
Questa isola alla foce del fiume Hudson è stata all’inizio sede dell’arsenale della marina, per poi essere convertita, nel 1892 in stazione di arrivo e controllo per gli immigranti provenienti dal di là dell’oceano.
Il primo edificio costruito su Ellis Island, era completamente in lengo ed è andato distrutto in un incendio nel 1897. L’incendio non ha causato vittime, ma ha distrutto gran parte dei documenti sugli immigrati arrivati in America prima di quella data.

Un altro edificio fu prontamente costruito, in mattoni rossi e a prova di incendi ed è l’edificio che ancora oggi possiamo visitare.

Gli immigrati che sbarcavano su Ellis Island, venivano visitati e venivano loro poste delle domande prima di essere ammessi negli Stati Uniti. Inoltre dovevano dimostrare di avere con sè un quantitativo di denaro sufficiente per mantenersi. La somma richiesta era tra i 18 e i 25$.
Alle persone che non riuscivano a superare i test a Ellis Island, veniva negato l’accesso negli States. Secondo i registri solo il 2% dei questuanti venne respinto e reimbarcato sulla stessa nave che li aveva portati oltre l’Atlantico.

Nel 1924 le leggi americane sull’immigrazione cambiarono e molti dei controlli sugli immigrati venivano fatti già nelle ambasciata nei paesi d’origine.
La struttura divenne una struttura di deportazione e detenzione per prigionieri politici e prigionieri stranieri, soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale.

Le strutture di Ellis Island sono rimaste aperte fino al 1954. Si calcola che nei suoi anni di attività, l’isola abbia visto passare più di 12 milioni di immigranti.
Dal 1990 è stato convertito nel museo dell’immigrazione che possiamo visitare oggi.

Per raggiungerla si può prendere lo stesso traghetto che porta su Liberty Island, l’isola dove si trova la Statua della Libertà. Il traghetto parte da Liberty Statue Park (New Jersey) o da Battery Park (New York). Il tragitto dura circa 20 minuti da Liberty Statue Park e più o meno lo stesso da Liberty Island.
Per maggiori informazioni sul traghetto, ecco la pagina ufficiale.

Il biglietto del traghetto comprende anche la visita alla Statua della Libertà (con diverse opzioni) e a Ellis Island.

Nell’ottobre del 2012, l’uragano Sandy ha colpito duramente il porto di New York e in particolare Ellis Island. Ancora oggi l’intera struttura non è stata completamente riaperta. Si possono visitare solo alcune parti, ma i lavori continuano e visitando il sito si può rimanere aggiornati su quali parti del museo si possono visitare.

Per trovare dei passeggeri passati attraverso Ellis Island si può consultare l’archivio on line a questo link.

 

 

Diana Sponza