Filmmaker a Los Angeles: l’intervista a Simo Manfredi

Simona (ma preferisce Simo) Manfredi e’ una filmmaker nata e cresciuta a Parma. All’età di 17 anni ha scelto di frequentare un anno negli Stati Uniti con l’associazione Intercultura (AFS). Da quel momento la sua vita cambia e il suo spirito è diventato multiculturale e cosmopolita. Si laurea al DAMS di Bologna in Analisi e Critica
Cinematografica, fa il programma Erasums a Parigi e appena laureata s’iscrive alla Scuola Civiche di Film e Televisione di Milano dove viene selezionata al corso di regia. Da li’ intraprende la sua carriera come
young director, assistente alla regia e creative producer lavorando per varie case di produzione tra cui la Rai di Milano. Alla fine del 2008 si trasferisce a Toronto (Canada) per un anno dove lavora per Omni Television. Successivamente viene scelta al master di Regia dell’ American Film Institute di Los Angeles dove attualmente vive e lavora.

Ciao Simona, quali sono le tue motivazioni per aver  lasciato l’Italia?

Ho sempre avuto questa vena esploratrice, fin da piccola, e appena ho avuto l’occasione di girare il mondo l’ho colta. Ho scoperto che c’è tanto da imparare (al di là di un’altra lingua), ma che non tutto quello con cui cresciamo e che conosciamo è obligatoriamente la cosa migliore o l’unica soluzione possibile. Questa apertura al mondo mi ha portato a trovare il mio paese limitato e provinciale. Ho provato a tornare e vivere in Italia, perchè è la mia terra, la mia natura, dove ci sono le persone che amo e il cibo che adoro, ma è sempre stato un po’ un fallimento specialmente dal punto di vista lavorativo. Le cose avvegono con lentezza e l’etica lavorativa a volte mi infastidiva al punto che diventava stressante e faticoso fare la cosa che più mi piace al mondo: il mio lavoro. Quando ho scoperto che il Canada aveva un visto di 6 mesi che potevi ottenere semplicemente dimostrando di essere un professionista ho preso la palla al balzo e sono partita. Sapevo che sarei andata non per tornare. Avevo alle spalle altre partenze e tanti altri ritorni, ma questa volta sentivo che il salto doveva essere definitivo. Il Canada e’ un posto meraviglioso, ma per poter continuare a lavorare serve un visto e purtroppo per ottenerlo avere un titolo di studio nazionale era un buon inizio, così ho iniziato a guardarmi in giro e fare le applications a varie Univeristà Canadesi da Vancouver alla Nuova Scozia. Volevo continuare a lavorare nel campo della cinematografia (che ormai tra studio e lavoro a quel punto avevo dedicato 10 anni della mia vita) e così ho mandato la mia application anche all’American Film Institute di Los Angeles dove con grande sorpresa e felicità sono stata selezionata al Master di Regia.

Da quanto tempo vivi a LA e di cosa ti occupi?

Ci vivo da tre anni e mezzo. Ho finito il master a fine 2012 e al momento lavoro tramite il visto estensivo chiamato OPT. Lavoro suvari set, corti, pubblicità e film indipendenti.

Con quale visto sei arrivata? E’ stato difficile ottenerlo?

Sono arrivata con un F.1 che e’ il visto per studenti. Non e’ difficile da ottenere ma devi essere ufficialmente inscritto ad una scuola o una facoltà. Il visto ha la durata del programma di studi poi – come nel mio caso – ti da la possibilità di rimanere un anno estensivo per poter lavorare nel settore in cui ci si è specializzati.

Come hai risolto il problema dell’affitto di una stanza? Ti sei rivolta ad un privato o ad un’agenzia?

All’inzio a Los Angles sono stata ospitata a casa di una mia amica messicana che in quel momento viveva a Los Angeles. Ci siamo ritrovate a LA dopo essere state per un paio d’anni coinquiline a Milano. Questo il bello dell’avere amici un pò d’appertutto. Al mio arrivo ho trovato un letto e una macchina. Questo mi ha aiutato ad orientarmi all’inizio. Io parlavo già l’inglese e la lingua non era il mio ostacolo, ma le dimesioni di questa città mi hanno inizialmente sorpreso. Io ho vissuto in svariate capitali Europe e arrivavo da Toronto, ma nessuna città m’ha impressionato come L.A. Dopo i primi 15 giorni mi sono rivolta a Craigslist che devo dire è ancora la miglior via per cercare una stanza o un alloggio. In questi tre anni ho cambiato 3 apartamenti e tutti tramite Craigslist. Un’ ottima risorsa direi se sai come spulciare tra gli annunci.

Quale zona consiglieresti per l’alloggio? E quale sconsiglieresti?

Dipende soprattutto dallo scopo in cui s’arriva. Nel mio caso mi è stato consigliato di vivere il più vicino possibile all’AFI (la mia giornata partiva alle 8 del mattino per non rientare prima delle 11 di notte), non c’era tempo da perdere nel traffico losangelino. Io suggerirei di stare il piu’ possibile vicino al luogo dove s’intende studiare o lavorare. Io ho vissuto a West hollywood, Korea Town e Hollywood. Tutte zone fornite e sicure. Silverlake, Los Feliz, North Hollywood, Sherman Oaks, Glandale sono tutti posti belli e accessibili. Tutto dipende anche dal proprio budget ovviamente. Los Angeles non è quello che si dice “una città a buon mercato”.

Per chi vuole trasferirsi da 0 e’ consigliabile fare uno stage? Nella ristorazione c’e’ richiesta del personale?

In America lo stage è esculsivo per chi sta ancora al collage o all’univeristà. Se hai già un titolo di studio qui non possono farti fare uno stage altrimenti è sfruttamento del lavoro. Se hai una qualifica significa che hai già un’esperienza quindi ti offrono una paga base (il così detto startup), ma non possono farti lavorare a zero. Questa è l’etica del lavoro di cui parlavo prima e che in Italia è assente. Sicuramente consiglio di arrivare con un Visto. Con il visto turistico è illegale lavorare e io non rischierei di essere espulso. Gli americani sono molto rigidi a riguardo. Diciamo che non sono proprio il popolo conosciuto per la flessibilità.

Qual e’ il posto che piu’ ti ha entusiasmato a Los Angeles?

Sicuramente Venice Beach. E’ un pò un misto tra fattanza, freaks e turisti, ma si respira un aria frizzante e vivace e devo dire che se non fosse così lontano da Hollywood penserei di viverci.

E’ complicato muoversi con i mezzi? Quale preferisci?

I mezzi a Los Angeles sono una dannazione. La metro (per quel che ricopre) funziona bene è sicura e pulita, ma ha un raggio limitato. Gli autobus arrivano ovunque, putroppo però non sai bene quando. La prima volta che ho preso un autobus (o meglio una serie di autobus) per fare quello che in macchina impiegavo 25 minuti ci sono volute due ore e mezza. Va detto però che assolutamente contraria alla macchina. Io da tre anni viaggio esculusiavemente in scooter e devo dire che mi stupisce quanto questa città non sfrutti maggiormente le due ruote.

Progetti per il futuro, Los Angeles o nuove mete?

Per il momento L.A. Sto sviluppando due sceneggiature come autrice, ma ho anche una sceneggiatura dove mi hanno chiesto di essere la regista. Un film Indie, dramma familiare dove il rapporto tra due fratelli viene sconvolto da una morte improvvisa. Storia di amore e passione ambientata a San Francisco in un quartiere borghese. Il soggetto ha attratto subito la mia attenzione e spero di iniziare le riprese da qui a un anno.

Cristiano Prudente